Lingua, tecnologia e innovazione nel settore agroalimentare

Riflessioni dal convegno della Società Ellenica di Terminologia

e dalla fiera FOODTECH 2025

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Lo scorso fine settimana ad Atene si sono svolti due eventi apparentemente diversi, ma in realtà profondamente connessi:

Il convegno della Società Ellenica di Terminologia (ELETO), la cui missione è quella di promuovere, sviluppare e consolidare la terminologia greca in tutti i campi scientifici, tecnici e professionali, e la fiera FOODTECH 2025, dedicata alle tecnologie per la trasformazione e l’automazione del settore alimentare e delle bevande.

Tra le varie presentazioni del convegno spicca appunto quella legata al settore agroalimentare intitolata «Glossario inglese-greco e greco-inglese di termini alimentari: catena del freddo e corridoi verdi», un’iniziativa dell’Università dell’Egeo che mira a creare un glossario di terminologia condivisa nel campo della logistica alimentare e della sostenibilità.

Un progetto che dimostra quanto sia essenziale stabilire una terminologia tecnica chiara e coerente in un settore strategico per la Grecia come quello agroalimentare  e, al tempo stesso, quanto complesse possano essere le sfide legate alla sua realizzazione.
Dopo la presentazione è iniziata una discussione molto interessante che ha messo in evidenza la necessità di collaborazione tra linguisti, tecnici e imprese per poter superare le sfide e ottenere risultati soddisfacenti.

Il giorno successivo, visitando la FOODTECH 2025, abbiamo incontrato aziende e professionisti che investono nella digitalizzazione e nell’automazione dei processi produttivi. I nostri incontri sono stati con aziende greche che rappresentano aziende italiane del settore.
Il tema ricorrente negli incontri è stato la mancanza di una vera strategia linguistica per la traduzione e la localizzazione della documentazione tecnica dei macchinari dall’italiano al greco.

L’avvento dell’Intelligenza Artificiale ha purtroppo fatto pensare che la comunicazione sia una fatto risolto quando in realtà l’IA ha solo aumentato il bisogno dell’intervento umano.

I problemi principali segnalati:

  • traduzioni di bassa qualità dal italiano al inglese dovute all’uso improprio della traduzione automatica senza revisione da parte di un traduttore esperto del settore con enormi problemi che ne conseguono quando l’inglese funge da lingua sorgente per la traduzione verso il greco
  • assenza di una terminologia unificata e condivisa con problemi che ne conseguono quanto si tratta di tradurre la documentazione e il software dei macchinari

Discutendo con le parti interessate è stato reso evidente che queste lacune linguistiche non affliggono solo la comunicazione ma possono avere un impatto forte sulla sicurezza, l’efficienza e l’interoperabilità.

Inoltre una terminologia coerente facilita l’armonizzazione con le normative vigenti ma anche la formazione del personale, la manutenzione delle macchine ed eventuali certificazioni dei processi.

La lingua tecnica, quindi, non è un semplice accessorio. È parte integrante della catena del valore agroalimentare, al pari della tecnologia.
Da un lato favorisce la ricerca e la comunicazione scientifica, dall’altro sostiene la trasformazione digitale e industriale.

In un periodo in cui Grecia e Italia si affermano come parti di un hub di innovazione agroalimentare nel Mediterraneo, e la sostenibilità guida le scelte strategiche del settore, sviluppare una strategia linguistica solida e condivisa diventa un elemento chiave per l’innovazione ma anche l’espansione internazionale.